La capitale della Colombia è una città tentacolare: di solito rappresenta il primo approccio con il Paese e vale la pena riservare qualche giorno del viaggio per visitarla. Sono passata di qui più volte durante il mio soggiorno in Colombia, e tuttavia non ho avuto tempo di visitare gran parte delle attrattive che avrei voluto vedere. Per me non è un problema, in realtà: la Colombia è un Paese immenso e affascinante, e già sto pensando ai prossimi viaggi che vorrò fare qui. L’idea di assaporare la capitale poco alla volta, senza fretta, non mi dispiace affatto.
Di seguito quindi lascio un elenco che spero di allungare ed approfondire nel tempo: in questo articolo ho deciso di riassumere il mio primo approccio, con ciò che ho sperimentato e ciò che ho appuntato per il futuro, senza avere la pretesa di scrivere una guida indaginosa ed omnicomprensiva di ogni singolo punto di interesse. È solo un sincero, onesto primo impatto che spero possa tornare utile se ci si trovi in questa affascinante città.

Cosa aspettarsi.
Una città con un’importante arte muraria, uno dei dieci migliori musei al mondo, una collina incontaminata che domina il panorama e una brulicante vita cittadina.
Chi
Coppia
Quanto
1 giorno
Quando
Febbraio
Come
A piedi
Vi ho portato del caffè!
Monica, quando ci siamo riviste dopo tanto tempo
La zona. Tanto per cominciare, dove ci troviamo. Bogotà si trova a 2600m di altitudine, nel dipartimento di Cundinamarca. Conta 10 milioni di abitanti, distribuiti nei vari quartieri della città: se la zona meridionale ha una dubbia fama, zone centrali come il quartiere de La Candelaria (il quartiere storico della città) sono affascinanti e piene di vita. Quartieri più ricercati come il Chapinero o la Zona Rosa si trovano a nord della città. Infine all’estremità settentrionale si trova la zona di Usaquén, sede di un importante mercato domenicale.
Come vestirsi. Bogotà si può considerare una capitale ad alta quota: un pantalone più pesante e una felpa possono far comodo. Anche un ombrello o un impermeabile tornano utili: in un momento ecco che piove, e poi ricompare il sole. Nelle ore centrali della giornata fa caldo, per cui come al solito la migliore opzione è vestirsi a strati.
Dove dormire. Le due zone più frequentate dai turisti sono La Candelaria e Chapinero. Le tre volte che siamo venuti in città però abbiamo sempre alloggiato nella zona de La Candelaria, un quartiere vivo e affascinante: ricco di negozi, ristoranti e soprattutto di scorci interessanti.
Itinerario e principali punti di interesse (clicca per andare direttamente alla parte che ti interessa):
- Il quartiere La Candelaria
- Tour gratuiti
- Museo di Botero
- Museo dell’oro
- Cerro Monserrate
- Mercato Paloquemao
- Parque Municipal Simón Bolivar e Jardin Botanico
- Gite in giornata
Di seguito qualche informazione su questi punti di interesse, per avere qualche spunto iniziale.
Il quartiere La Candelaria
La Candelaria è un quartiere storico e centrale. Ci sono viuzze colorate con bar e negozietti, camminando si inciampa di continuo in banchetti e artisti di strada. Ha un fascino decadente, non è un angolo di paradiso, ma è una zona viva: accanto a strade dissestate ed edifici in cattivo stato, si trovano muri adorni di coloratissimi murales. Il fulcro di La Candelaria è probabilmente la Plazoleta del Chorro de Quevedo: uno dei punti più antichi dell’intera città, si pensa che fosse il centro dell’insediamento muisca prima dell’arrivo degli spagnoli. Adesso è animata sia di giorno che di notte, in particolare qui si trova la strettissima Callejón del Embudo: una stradina acciottolata ricca di murales e piccole attività, dove si fa fatica a passare per la folla onnipresente.


Tour gratuiti
Questi tour partono proprio dalla Plazoleta del Chorro de Quevedo e si può scegliere tra diverse opzioni (si prenotato facilmente online). I tour sono gratuiti e alla fine del giro si lascia qualcosa alla guida, di solito circa un 10-15€ a testa. I più sponsorizzati sono un tour in bicicletta (che sinceramente mi ha lasciata perplessa: La Candelaria è una zona piena di salite e discese, c’è un discreto movimento di automobili e in generale mi è sembrata più che altro un’opzione “acchiappa-turisti” – ma magari sbaglio, perché non ho partecipato), un tour storico e il tour graffiti.
Avendo tempo per una sola visita, abbiamo scelto proprio quest’ultimo e mi sento di consigliarlo caldamente. Ci sono due orari possibili, la mattina alle 10 e il pomeriggio alle 14. Il giro dura un paio d’ore, la guida spiega alcune delle storie che si celano dietro i formidabili murales che adornano il quartiere – e la città intera. Si ha la sensazione di camminare in un museo a cielo aperto, che cambia di continuo: dopo alcuni mesi spesso i disegni vengono sostituiti e coperti da nuove opere. Io lo trovo un peccato, perché la gran parte lasciano a bocca aperta e non capisco perché scriverci sopra con tanto spazio a disposizione: ma così si usa fare. Questo tour è meno gettonato rispetto agli altri, ma fornisce una prospettiva diversa e molto attuale sulla città.


Museo di Botero
Sempre nel quartiere de La Candelaria si trova questo museo, la cui visita è completamente gratuita. All’interno di una casa coloniale, in questo museo si trovano 123 dipinti e sculture dell’artista, oltre ad alcune opere di altri nomi noti tra cui Picasso, Mirò, Chagall e de Chirico. Queste informazioni però derivano dalla guida, perché purtroppo non ho avuto tempo sufficiente per questo museo, che probabilmente sarà il primo luogo dove andrò quando tornerò.
Museo dell’oro
Info pratiche
Adiacente al quartiere La Candelaria e da qui raggiungibile facilmente a piedi, si trova questo splendido museo. È articolato in varie sale tematiche distribuite su tre piani. La domenica l’ingresso è gratuito e la visita può essere accompagnata da un’audioguida in spagnolo, inglese, francese o portoghese (il costo è 8000 COP, circa 1,5€). Occorre calcolare circa un paio d’ore da dedicare alla visita.
Cosa vedere
Queste le informazioni pratiche, ma perché vale la pena andarci? Sono esposti più di 55mila oggetti d’oro (la più grande collezione al mondo), in un percorso che segue un filo logico. Per prima cosa un’esposizione sulla metallurgia analizza similitudini e differenze tra oro, argento, platino e rame. Dopodiché ciascuna popolazione indigena viene presa in considerazione con i suoi manufatti. Infine una sala è interamente dedicata alla cosmologia e al simbolismo, inclusa una maschera proveniente dal remoto sito archeologico di Tierradentro. La visita si conclude quindi la Sala de la Ofrenda e il pezzo più famoso del museo: un modello in filigrana d’oro di una zattera, con varie figure umane.
Si tratta della Balsa Muisca: viene raffigurato il rito di inaugurazione dello Zipa (sovrano muisca) sulla Laguna de Guatavita. I muisca erano la popolazione indigena che abitavano la zona prima dell’arrivo degli spagnoli: erano organizzati in tribù, in particolare la tribù che si trovava a Bacata (l’attuale Bogotà) era governata dallo Zipa. Lo Zipa si cospargeva di miele e polvere d’oro da offrire agli dei, e quindi si tuffava a bordo di una zattera nella Laguna de Guatavita, un piccolo lago a 75km da Bogotà (possibile meta di una gita in giornata dalla città). La Balsa Muisca è stata probabilmente creata tra il 1295 e il 1420 d.C. da un’unica cola d’oro: faceva parte di un’offerta ritrovata in una grotta nel comune di Pasca nel 1969.
Per saperne di più, il sito del museo offre informazioni molto dettagliate (in spagnolo).




Cerro di Monserrate
La Candelaria è dominata dall’alto dalla Cattedrale di Monserrate, posta in cima a un’alta collina verde. La città si interrompe improvvisamente ai piedi di questo cerro immacolato, a cui si può accedere in vari modi. Le due opzioni più comode sono di prendere la teleferica o la panoramica funicolare: sono operative sin dal primo mattino (la prima corsa è alle 5:30am) e volendo si può sfruttare la cosa per dare un senso al fuso orario e agli occhi sbarrati nel cuore della notte. L’altro modo per accedere alla cima è salire per circa 1600 gradini, in questo caso il consiglio è di andare durante il weekend, quando ci sono più persone: gli altri giorni della settimana il percorso è poco frequentato e per questo forse meno sicuro.
Ad ogni modo non posso parlare per esperienza personale: noi siamo venuti qui di domenica e il cammino era chiuso per manutenzione. In cima il clima è più fresco, e oltre alla chiesa e alla veduta sulla città (su cui tramonta il sole), è piacevole passeggiare tra gli alberi: tra le fronde volano diverse specie di colibrì. In cima è presente anche un ristorante. La corsa per tornare in città copre in pochi minuti circa 500m di dislivello, passando rapidamente dai 3150m della cima ai 2600m della città ai suoi piedi.



Mercato Paloquemao
È un grande mercato ortofrutticolo, aperto dalle 4:30 alle 16:30. Ci sono vari banchetti all’interno dove fare colazione (o pranzo) tra frutta che noi occidentali non abbiamo mai visto, figuriamoci sentito.

Parque Municipal Simón Bolivar e Jardin Botanico
Avrei voluto avere più tempo per passeggiare in questa grande zona verde cittadina, un’altra cosa appuntata per una prossima visita in città.
Gite in giornata
Catedral de Sal e Mina de Sal de Nemocón
La prima è una famosa destinazione nei pressi di Bogotà, ma anche la seconda può costituire una visita meno turistica e ugualmente affascinante.
Laguna Guatavita
In questo piccolo lago a 75km da Bogotà il popolo muisca celebrava riti sacri e gettava offerte in oro. La laguna fa parte di un parco privato e per visitarlo occorre prendere parte a una visita guidata, con una camminata di circa 7km.
Salto de Tequendama
Queste cascate a un’ora da Bogotà sembrano davvero impressionanti.
Itinerario di 1 giorno.
Nel giorno che ho trascorso a Bogotà, mi sono organizzata in questo modo:
- Mattina: tour Graffiti, dalle 10 alle 12 circa
- Pomeriggio: visita al Museo dell’oro
- Tramonto: funicolare per il cerro di Monserrate, rincorrendo colibrì.
- Cena: al Gato Gris, nella Plazoleta del Chorro de Quevedo

Tu che ne pensi?:)