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Una foto che mi ritrae all’interno di un cubicolo di un capsule hotel giapponese a tema manga, mentre sto leggendo

Non sono una blogger e non sono una fotografa: mi piace solo scrivere dei posti che visito. Ho viaggiato in famiglia, con amici, in coppia e da sola.

Siccome quello che non uccide fortifica, il primo viaggio da sola è durato più di due mesi e ho fatto il giro del mondo. Ho viaggiato in coppia su un microvan in Giappone, percorso il trekking dei Tre Passi sull’Himalaya, girato per il Messico in autobus con un’amica, sono arrivata con papà fino all’isola di Natale e abbiamo visto i granchi. Su un‘isola di Natale, sarebbe il caso di precisare. E altro. Ma ne scriverò mano a mano.

Altro su di me: come si può intuire, la questione che più mi preoccupa in ogni viaggio è doverlo comunicare alla mamma. Bevo (troppo) caffè e mangio qualsiasi cosa mi capiti sottomano, cavallette incluse. E in qualunque contesto e situazione sono sempre, invariabilmente in ritardo.

Questo blog è nato per gioco ed è un passatempo: mi piace scrivere dei posti che ho visto, perché è un po’ come viverli due volte.

Perché questo nome? Intanto perché rispecchia la bugia che mi racconto quando so che è tempo di andare, ma proprio non mi va. Difficilmente 2min saranno davvero solo due minuti, non per niente vivo in perenne ritardo. Perché non si può vedere tutto, né si ha tutto il tempo del mondo: però si può rimandare ancora di due minuti. Su per giù.


Perché il blog è fatto così? Perché anche se è solo un passatempo, ho cercato di pensare a cosa mi sarebbe piaciuto trovarci. Così ho inserito (o meglio, inserirò) informazioni concise sui luoghi visitati: servono per farsi un’idea sommaria di ciò che c’è da vedere e se ha senso farlo. Saranno informazioni piene di mappe, perché non si capisce niente senza una cartina alla mano. Separatamente si troveranno punti di vista più personali, che scrivo per il semplice gusto di farlo. Mi piacerebbe inserire itinerari, approfondimenti e foto: vorrei dare spazio a informazioni e parole, nel modo più pragmatico che mi venga in mente.


Perché complicare così le destinazioni, frammentandole? Ancora non ho scritto nulla, ma già ho bene in mente che di ogni luogo visitato cercherò di dare una panoramica solo del poco della zona che ho avuto la fortuna di visitare. Mi piace l’idea di spezzettare il mondo in tante piccole parti, perché ne conto le regioni e non le bandiere. 


Roba tua? Si, ogni cosa: le parole sono mie, le foto sono mie, soprattutto gli itinerari sono i miei. Avranno buchi dovuti al tempo a disposizione, ai miei gusti personali e alla semplice mancanza di informazioni: in quel caso però lo segnalo bene. Ma qui ogni piccola cosa, ogni idea e ogni errore sono solo frutto della mia esperienza: e sono felice di condividerle.

Ma basta così? Secondo me, decisamente no. Scrivo di ciò che ho visto, ma non saranno mai più che buoni consigli: non sostituiscono una fonte più autorevole come una guida, un blog di chi vive la realtà locale, eccetera. Con questo limite dichiarato, auguro una buona lettura 🙂

Una mia foto all'interno di un microvan in Giappone, con un piccolo cono vulcanico sullo sfondo