Escursioni sui Pirenei

Trekking alla Brèche de Roland nei Pirenei francesi
9–14 minuti

E così eccoci di nuovo qui, dopo appena un paio di settimane. Lì per lì sembrava un’idea perfetta: tornare sui Pirenei, ma come è possibile che un posto del genere venga ignorato in modo così consistente dalle persone. “Perché da noi abbiamo le Alpi e gli Appennini”, mi dico laconica. Ma questa zona è un mondo a parte. Ci sono grifoni e gipeti, c’è il Congost del Mont-rebei che ha rubato il famoso turchese delle acque del Verdone solo per tingerne di rosso acceso le pareti, e poi c’è il Cirque de Gavarnie. Voglio tornare qui solo per vedere di persona la foto che si trova sul libro, un grande anfiteatro di roccia con una imponente cascata al centro. Ricorda Yosemite, più in piccolo.

Sembrava un’idea perfetta, prima di scoprire che questa catena montuosa ha un suo pubblico fedele e cospicuo. Praticamente ogni singolo francese con cui ho parlato aveva in mente di venire da queste parti. Ma stringo la guida tra le mani e non mi scoraggio: sono sicura che qui ci sia davvero abbastanza posto per tutti.

Mappa dei Pirenei con PDI
Cosa aspettarsi. Gole dai colori stupefacenti, scalinate aggrappate a pareti a strapiombo e passerelle sospese sull’acqua, trekking di 4-6h che conducono a panorami vasti ed incontaminati

Oddio è difficile consigliarti una cosa precisa…è talmente pieno di posti da vedere! Soprattutto laghi, ci sono una miriade di laghi pazzeschi. E a Gavarnie, ci andate?

Cit. Claire, quando le ho detto del viaggio

Quali sono i trekking più belli sui Pirenei?


È una domanda alla quale non mi sento veramente qualificata per fornire una risposta soddisfacente: i Pirenei offrono una quantità impressionante di escursioni naturalistiche, basta una rapida occhiata per rendersi conto che le possibilità si moltiplicano a dismisura. Eppure da qualche parte bisogna pur cominciare: quelli che descrivo sono dei trekking indimenticabili, penso che non abbiano nulla da temere in una fantomatica lista “dove-devi-andare-assolutamente”. Non ho la pretesa di riportare le scelte migliori in assoluto: ma di certo parlo di cinque giornate che non lasciano rimpianti dietro di sé, solo tanta meraviglia.

Congost de Mont-rebei


Scalinate sospese sui Pirenei spagnoli

18KM | 5-6H | POCO IMPEGNATIVO (COMPLESSIVAMENTE; FACILE FINO ALLE PASSERELLE) | 800M DISLIVELLO

Congost vuol dire “gola”: la fenditura scavata dal canyon precipita dritta per 500m, marcando in modo naturale la frontiera geografica tra Catalogna ed Aragona, nel nord della Spagna. L’intenso colore dell’acqua smeraldina contrasta in modo deciso con l’arancione rossastro delle pareti rocciose: come se un bambino si fosse divertito a colorare con colori troppo sgargianti il panorama. Solo questo di per sé giustificherebbe una visita, ma le attrattive sono a malapena cominciate.

Innanzitutto, si può optare per due modi diversi di visitare la zona: a piedi, lungo un sentiero scavato nella roccia; oppure noleggiando un kayak, pagaiando nelle placide acque del congost. Il colore dell’acqua è veramente singolare: è identico a quello delle Gorges du Verdon, con la differenza che se quelle sono famosissime, di questo posto invece non avevo mai sentito parlare prima.

Escursionista sul sentiero scavato nella roccia del Congost de Mont-rebei.

Che sia a piedi o a bordo di un kayak, in entrambe i casi la destinazione finale è un ponte sospeso sull’acqua: da qui inizia finalmente un sentiero che conduce alla prima passerella di Montfalcó. Si tratta di un’incredibile scalinata letteralmente aggrappata alla parete verticale, che si snoda e avvita su se stessa fino a portare il visitatore 50 metri più in basso. Da qui il sentiero continua, tra pini che bordeggiano l’acqua, fino a raggiungere la seconda passerella. A questo punto non resta che affrontare una camminata nel bosco fino a raggiungere un rifugio, rifocillarsi e tornare indietro lungo la stessa via. 

Vista panoramica sul lago del Congost de Mont-rebei e le passerelle in legno lungo l

Dati tecnici. Si lascia la macchina al parcheggio La Masieta (prenotabile online su questo sito) e si inizia il cammino fino all’ostello di Montfalco: andata e ritorno sono 18km in totale, con un dislivello di 800m, un tempo totale di cammino di 5-6h. Il percorso è fattibile anche all’inverso. È molto trafficato, affatto impegnativo: si incontrano moltissime famiglie con bambini al seguito che trotterellano allegre lungo il sentiero.

Passerelle di Montfalcó sospese sulla parete verticale del Congost de Mont-rebei.

Un consiglio…

Panorama sul canyon del Congost de Mont-rebei con acqua turchese e alte pareti di roccia.

Gorges de Carança


Passerelle sull’acqua

11KM | 3-4H | FACILE | 450M DISLIVELLO

Il canyon di Carança offre l’opportunità di un altro trekking unico nel suo genere. Ci troviamo sui Pirenei orientali francesi, nella Vallée de la Têt: lasciata la macchina al parcheggio (a pagamento) di Thuès-Entre-Valls, si comincia subito a camminare. La strada si inerpica fino ad un sentiero scavato nella montagna, ma è solo l’inizio. Quest’affascinante escursione conduce fino a lungo ed intricato sistema di passerelle sospese sull’acqua, dove si passa il tempo ad arrampicarsi su scale pericolanti e camminare su stretti passaggi a mezz’aria. Si segue il torrente Carança fino all’indicazione di un crocevia (i percorsi sono sempre ben segnalati): si può proseguire nel bosco fino al piccolo “ponte di pietra”, e da lì volendo anche proseguire fino al rifugio du Ras de la Carança. L’alternativa è tornare indietro sull’altro versante, verso Roc de la Madriu. 

Sentiero scavato nella roccia delle Gole di Carança, sospeso sopra le pareti verticali del canyon nei Pirenei francesi.

Dati tecnici. Il giro dal parcheggio fino al ponte di pietra e ritorno dura circa 3-4h, si cammina per 11km con un modesto dislivello di 450m. È un’escursione curiosa e divertente e ne esistono diverse varianti: arrivare al rifugio de la Carança comporta 8h di cammino, l’intero giro delle gole invece si allunga su due giorni.

Un consiglio…

A Thuès-les-Bains è anche possibile fare canyoning nell’acqua calda! Viene sponsorizzata soprattutto come attività invernale, quando si sguazza tra ruscelli caldi con la neve tutt’intorno.

Passerella metallica sospesa lungo le Gole di Carança, cammino spettacolare tra le pareti rocciose e il torrente sottostante nei Pirenei.

Brèche de Roland


Un passaggio tra Francia e Spagna sul Monte Perdido

16KM | 7-8H | IMPEGNATIVO | 750M DISLIVELLO

La Brèche de Roland ha il sapore di un trekking epico: questa spaccatura nel Monte Perdido consente un valico naturale tra Spagna e Francia, tra la Valle de Ordesa e il Cirque de Gavarnie. Siamo venuti qui il 15 di agosto: non è un trekking sconosciuto, casomai avessimo avuto dubbi sul cammino da seguire (sempre bene evidente) c’era un bel via vai di gente a togliere ogni dubbio: tuttavia tra le escursioni di cui parlo, questa è forse la mia preferita.

Escursionisti sul sentiero panoramico verso la Brèche de Roland, con vista sul massiccio del Monte Perdido nei Pirenei francesi.

Il trekking comincia dal parcheggio (gratuito) a Pic des Tentes e per un bel pezzo prosegue molto dolcemente tra le montagne: poi si raggiunge una cascata, e qui cambiano le cose. La cascata viene superata arrampicandosi sulle rocce, poi si comincia a salire fino a una sorta di finto valico da cui la vista può spaziare da un ghiacciaio fino a un rifugio. Oltre il rifugio (in cui si può ricaricare la borraccia), il pianoro finisce nel nulla, con una linea netta a mezzaluna che segna lo stacco tra la terra e lo strapiombo: siamo proprio sopra al Cirque de Gavarnie.  

Da qui si sale ancora: bisogna affrontare una salita su ghiaia scivolosa, ma la meta ormai è in vista. Somiglia alla “porta del Paradiso”, con il muro delle montagne che improvvisamente si lacera al centro lasciando un passaggio. Eccola lì, la Brèche de Roland. Le foto descrivono meglio delle parole il panorama lassù, dove ci si trova a cavallo tra il Cirque de Gavarnie in Francia e la Valle de Ordesa in Spagna. Il sentiero prosegue oltre, si può superare il colosso chiamato El Dedo (dove mi sono fermata io) e proseguire raggiungendo il Taillon a 3100m. 

Imponente parete rocciosa della Brèche de Roland, passaggio naturale che segna l’accesso al Monte Perdido.

Dati tecnici. L’intero percorso mi è costato 7:30h di cammino, con i bastoncini da trekking che mi hanno accompagnata per i 16km di cammino: il dislivello è stato poco più di 700m, ma il sentiero impegnativo li ha fatti sembrare di più (o forse era solo la stanchezza accumulata dalle camminate precedenti).

Un consiglio…

Proprio all’altezza del rifugio è possibile accamparsi sotto le stelle…per indicare che il punto occupato è proprio quello per la tenda non ancora montata, si lasciano i bastoncini da trekking incrociati a X.

Veduta ravvicinata della breccia nella roccia della Brèche de Roland, punto d’accesso naturale al massiccio del Mont Perdu.

Lac Bleu e Lac Vert


Tra laghi e cascate

16KM | 7-8H | MEDIAMENTE IMPEGNATIVO | 1000M DISLIVELLO

Di laghi nei Pirenei ce ne sono davvero tantissimi: questa bella escursione è solo una delle molte possibili. Ci troviamo nella zona del Pic du Midi de Bigorre (dove si trova un osservatorio astronomico, che purtroppo in questo viaggio non ho visitato). 

Lasciata la macchina alla zona parcheggio, si comincia a risalire la montagna lungo un sentiero ben segnalato. L’acqua accompagna per tutta l’escursione: quello che ai piedi del monte è un ruscello, risalendo piano piano dimostra di essere un’incredibile cascata. Le persone ricaricano le borracce strada facendo, senza problemi. Arrivati in cima, ecco finalmente il Lac Bleu: uno specchio d’acqua blu zaffiro esattamente come suggerisce il nome. A questo punto ci sono diverse opzioni: c’è chi torna già indietro; chi prosegue verso il Lac d’Ourrec, facendo un percorso ad anello; oppure si può circumnavigare il Lac Bleu, toccando anche le sponde del più piccolo Lac Vert (come abbiamo fatto noi). A ognuno il suo.

Panorama sul Lac Bleu, lago alpino circondato dalle montagne dei Pirenei francesi.

Dati tecnici. Il percorso che ho seguito è lungo complessivamente 16km, con un dislivello di 1000m; per completare il giro ho impiegato circa 7:30h di cammino (più le soste).

Incontri insoliti…

Proprio sulle sponde de Lac Vert abbiamo visto la piccola rana dei Pirenei: endemica di queste zone, questa piccola rana bruna è considerata in via d’estinzione.

Escursionista davanti alla cascata lungo il sentiero per il Lac Bleu nei Pirenei francesi.

Cirque de Gavarnie


Un circo glaciale Patrimonio UNESCO

9KM | 2-3H | FACILE | 250M DISLIVELLO

Sono tornata nei Pirenei solo perché non avevo visto il Cirque de Gavarnie: la foto dei libri la dovevo vedere con i miei occhi. Se non fosse stato per questo posto, non avrei visto tutti gli altri: dalla Brèche de Roland alle Bardenas Reales, dagli avvoltoi grifoni del Canyon de Lumbier alla rana pirenaica al Lac Vert. È nato tutto per questo: ed è incredibile, perché prima di avvicinarmi ai Pirenei non avevo idea dell’esistenza di questo luogo. 

Ne è valsa la pena? Il circo glaciale di Gavarnie è un enorme anfiteatro di roccia scavato da un ghiacciaio, punteggiato da picchi aguzzi e cascate. La più imponente è la Grande Cascade, che con i suoi 422m è la più alta di Francia. Il sito fa parte del Patrimonio UNESCO “Pyrénées – Mont Perdu”: il riconoscimento comprende sia i tre grandi circhi glaciali francesi (Gavarnie, Estaubé, Troumouse) sia le vallate spagnole di Ordesa, Añisclo ed Escuaín, con al centro il massiccio del Monte Perdido (3.355 m). Alla domanda se ne è valsa la pena: sì, ne è valsa la pena.

Panorama sul Cirque de Gavarnie nei Pirenei francesi, con l’anfiteatro roccioso e la grande cascata al centro.

Dati tecnici. Questo incredibile sito non ha reso inaccessibile la sua bellezza: basta una passeggiata dal paese di Gavarnie, si cammina per 9km totali con un dislivello di neanche 250m, bastano circa 3h per essere di nuovo in paese. Volendo si può proseguire fin sotto la Grande Cascade, oppure (ne sono quasi certa) inerpicarsi fino al rifugio della Brèche de Roland.

Un consiglio…

A che ora essere al Cirque de Gavarnie? È inutile fare le corse per essere lì all’alba: alle dieci il Sole non è ancora sorto da dietro il fronte roccioso. Nelle ore centrali della giornata immagino che si possa godere della vista dell’imponente cascata illuminata dalla luce (io sono rimasta fino alle undici, ed era ancora in ombra).


Mi ero ripromessa di chiudere con delle brevi considerazioni finali, invece voglio finire parlando di letteratura: del resto, in un certo senso, non potrei fare altrimenti. Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, le audaci imprese io canto…e potrei andare avanti. Da quando la professoressa Fancelli ci fece studiare l’Orlando furioso, quelle strofe non sono più uscite dalla mia testa. Ho visto con i miei occhi la Brèche de Roland: la sua storia è più antica del poema di Ariosto, potrei dire che in effetti si rifà “all’originale”. Alla Chanson de Roland, poema cavalleresco scritto nell’XI secolo e considerato tra le opere più significative della letteratura francese medievale. 

Secondo la leggenda Orlando, paladino di Carlo Magno, prima di morire nella battaglia di Roncisvalle tentò di distruggere la sua spada, Durlindana. L’impatto con la roccia generò proprio la Brèche de Roland, ma la spada non si ruppe e lui la nascose sotto al suo corpo. 

Se si fosse scagliata in Cina probabilmente ci avrebbero costruito delle scale e l’avrebbero chiamata Porta del Paradiso. Invece è finita sui Pirenei, e bisogna scarpinare per arrivarci. 

Coppia di escursionisti sorridenti davanti al Lac Bleu, momento conclusivo del trekking nei Pirenei francesi.

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