Colombia on the road: 10 consigli utili per un viaggio in auto

Strada sterrata con vista panoramica sulle montagne colombiane, durante un viaggio on the road

Estimated reading time: 12 minuti

Non sono riuscita a trovare molte informazioni su viaggi in auto in Colombia: dopo aver fatto un’esperienza on-the-road sulle sue strade ne ho capito il motivo. Ad ogni modo mi sembrava una buona idea scriverne – casomai altri avessero la mia stessa curiosità.

Il viaggio a cui mi riferisco è nella parte sud della Colombia: ho trascorso una decina di giorni con il mio ragazzo guidando in questa zona. Dopo aver affittato un’auto a Cali, abbiamo poi attraversato i dipartimenti di Cauca e Huila: l’idea era di seguire una sorta di itinerario, salvo poi trovarci ad improvvisare giorno per giorno per via di imprevisti di varia natura. Mi sembra corretto specificare che la strada tra Cali e Popayán (le città di riferimento dei dipartimenti della Valle del Cauca e Cauca, rispettivamente) è in buone condizioni, asfaltata e con doppia corsia: non abbiamo incontrato particolari difficoltà in questo tragitto. I punti che affronto nell’articolo si riferiscono alle strade oltre Popayán, tenendo in mente in generale che le condizioni cambiano molto appena ci si allontana dai centri abitati più grandi.

Del viaggio e dell’itinerario parlo in questo articolo:

In questo articolo invece ho deciso di analizzare in modo più dettagliato le cose da sapere se si decide di fare un viaggio in auto in Colombia. La domanda più ovvia che ci si possa porre: è pericoloso guidare in Colombia? Sinteticamente: si, abbastanza. Viaggiando abbiamo avuto (finalmente!) la sensazione di esplorare un Paese meraviglioso, ma che ti devi guadagnare. Vado per punti. 

  1. Che patente serve per guidare un’auto in Colombia?
  2. Che tipo di auto affittare in Colombia?
  3. Come sono le strade in Colombia?
  4. Come guidano i colombiani?
  5. E la notte?
  6. Posti di blocco: se ti fermano?
  7. E se buchi una ruota?
  8. Occhio ai tempi: Google Maps è affidabile?
  9. E in città?
  10. Ci sono altri modi?

10 (+1). La domanda quindi è: ne è valsa la pena?

1. Che patente serve per guidare un’auto in Colombia?

Per guidare in Colombia occorre la patente internazionale di tipo Ginevra, che vale per un anno: questo prevedono le regole, ad ogni modo all’agenzia di noleggio non hanno insistito su questo punto (neanche la polizia, all’unico controllo fatto: ci hanno solo chiesto i passaporti, ma questo ovviamente può essere stato un caso e penso sia sempre meglio essere con i documenti in ordine).

2. Che tipo di auto affittare in Colombia?

Sicuramente è fondamentale investire qualche soldo in più per prendere una macchina alta, tipo un SUV, e se è 4×4 davvero tanto meglio. Il vecchio Suzuki Jimny che avevamo trovato in Islanda mi è mancato moltissimo in questo viaggio.

Lavori stradali lungo una strada colombiana
Alcuni cantieri possono creare lunghi tratti di strada dissestata.

3. Come sono le strade in Colombia?

Le strade passano agevolmente dall’essere asfaltate a diventare sterrate. Sterrate brutte, anche su quelle che sono strade principali di collegamento: sassi appuntiti, buchi, salite e discese in pendenza, pioggia e fango a complicare il tutto. Le strade asfaltate non sono sicure: in alcuni punti sono crollate nel fiume, in altri punti la montagna ha franato inghiottendo mezza carreggiata e si incontrano grossi massi rotolati a valle sull’asfalto. Quando non ci sono questi pericoli, si interrompono di colpo e senza motivo lasciando dei piccoli tratti di buche e sterrate, per cui non conviene muoversi ad alta velocità. Nei punti dove stanno asfaltando, si percorre la carreggiata asfaltata con molta attenzione: non solo c’è il vuoto ai lati, ma ci sono anche degli spuntoni in terra tra la carreggiata asfaltata e quella ancora sterrata. 

Tratto stradale in rifacimento con condizioni pericolose per la guida
Alcuni lavori stradali possono lasciare tratti di strada in condizioni difficili.

4. Come guidano i colombiani?

Su strada si trovano camion e motociclette, gran parte delle quali senza casco. Le carreggiate sono uniche, per cui bisogna prestare estrema attenzione: a meno di non farsi l’intero tragitto dietro in camion, non c’è scelta che superare e solo di rado si incontrano dei rettilinei adatti. La maggior parte delle volte sono sorpassi azzardati tra una curva e l’altra. Le motociclette hanno la pessima abitudine di superarti a destra anche quando potrebbero superarti a sinistra. Tutti, e dico davvero tutti, fanno sorpassi senza senso: anziché accelerare, continuano tranquillamente ad andare a velocità di crociera come se nulla fosse. Anche se sono in curva, anche se è una moto che ha deciso di mettersi lentamente al tuo fianco. Come minimo è snervante.

: Strada trafficata con numerose motociclette in Colombia
Le moto sono il mezzo più diffuso nelle città e sulle strade extraurbane.

5. E la notte?

In generale la raccomandazione è di non guidare dopo che il sole è tramontato. A proposito del tramonto: quando il sole ha superato l’orizzonte la notte cala immediatamente, non c’è nessuna scia come da noi. Le strade sono buie e le auto spariscono improvvisamente dalla circolazione, restano solo camion e moto. E in città non è meglio: arrivando a Cali la sera l’illuminazione era davvero scarsa, mentre a Bogotà i pedoni attraversano in piena oscurità strade ad alta percorrenza. A proposito delle strade di notte, aggiungo che nelle stazioni di servizio più grandi si trovano spesso hotel in cui potersi fermare a riposare (non sono love-hotel o ambienti loschi: la prima a parlarcene è stata Colombia, la nostra guida a San Augustín. Ci ha raccontato che è di uso comune fermarsi in queste strutture casomai si facesse tardi, piuttosto che proseguire).

6. Posti di blocco: se ti fermano?

Qui la domanda in realtà si sdoppia. 

Se ti ferma la polizia.

Sono onesta, in certi viaggi non sai mai se sei contento o meno che ci siano poliziotti in giro: per questo mi sembra una domanda lecita da porsi. Qui ci sono moltissimi controlli per strada, ma ci hanno fermato solo una volta e sono stati gentilissimi. 

Se ti ferma qualcun altro.

Per fortuna non abbiamo fatto brutti incontri, ma va tenuto presente che ci sono gruppi di guerriglieri in giro. Da queste parti fanno parecchio caso a cose che noi non noteremmo mai: ad esempio se ci sono macchine che passano in senso opposto. Una strada deserta, soprattutto quando normalmente non lo è, potrebbe essere una strada che è più prudente evitare: conviene quantomeno fermarsi e chiedere notizie alla gente locale. Per inciso non è un sentito dire: proprio una circostanza del genere ci è capitata durante una gita, anche se per fortuna non c’era nulla da temere lungo la strada.

Banchetto lungo la strada che vende caffè in Colombia
Quando fermarsi è piacevole: le strade colombiane sono punteggiate da piccoli chioschi dove gustare un “tinto”, il caffè locale.

7. E se buchi una ruota?

Per strada si vedono moltissimi montallantas: sono le officine in cui riparare le ruote bucate. Capita spessissimo di forare, con le strade in queste condizioni. A noi è capitato alle porte del deserto del Tatacoa: abbiamo montato il ruotino di scorta (rueda de repuesto), e poi siamo arrivati fino al punto più vicino per riparare il danno (costo dell’operazione 40mila COP). Per inciso l’assicurazione completa non copre il costo del pneumatico forato: la riparazione è carico in ogni caso del conducente.

8. Occhio ai tempi: Google Maps è affidabile?

Le distanze in km non sono enormi, ma le condizioni delle strade rubano parecchio tempo. Come regola generale ho capito che conviene aggiungere circa una mezz’ora ogni due ore previste da Google Maps (almeno in questo viaggio, in futuro chissà).

Va ricordato poi che anche quando si parla di strade officiali, non vuol dire che ci si riferisca a strade in buone condizioni: sempre meglio chiedere conferma sui tragitti alla gente del luogo. Riporto alcuni esempi: attraversare il parco del Puracé in direzione di San Augusitín corrisponde a una lunga, interminabile sterrata; la tratta tra Popayán e Inzá è quasi tutta asfaltata, ma avviandosi a Inzá (e ancora peggio dirigendosi verso La Plata) diventa poco praticabile. Il collegamento per Tierradentro tuttavia è in condizioni quasi decenti.

Infine vale la pena ricordare le stramaledette opere di rifacimento del manto stradale: ci sono lavori in corso dappertutto, e spesso sono senza senso (mancano o sono approssimativi laddove servirebbero). Si procede a corsie alternate, e si perde tantissimo tempo nell’aspettare finalmente di poter passare.

Auto in coda a un cantiere stradale in Colombia
I lavori stradali possono causare rallentamenti: armatevi di pazienza!

9. E in città?

In città il traffico è impazzito e snervante, le moto sbucano da tutte le parti e hai il perenne timore di mettere sotto qualcuno. Di solito non succede, a noi per fortuna non è successo. Nelle città più grandi, come Cali, le strade possono essere molto trafficate (e poco illuminate di notte). 

10. Ci sono altri modi?

– Aerei

I voli interni sono efficienti e poco costosi, e permettono di coprire in breve tempo distanze davvero esorbitanti se percorse su gomma: ci sono piccoli aeroporti in tutte le città principali dei vari dipartimenti. Le principali compagnie aeree locali sono Clic Air e Satena. A proposito di aeroporti, a Medellín ce ne sono due: quello principale si chiama Rionegro-José Maria Córdova e si trova a circa un’ora dalla città, mentre il più piccolo Enrique Olaya Herrera è destinato a tratte locali ed è a pochi minuti dal centro. 

– Autobus

Ho viaggiato tantissimo in Sudamerica avvalendomi della rete di trasporti locali su gomma: se in generale posso riportare belle esperienze con mezzi validi ed economici, qui non ne ho mai usufruito. Li ho incrociati guidando: oltre a navette più classiche, girano anche curiosi mezzi variopinti che somigliano a giganteschi pickup (di cui ho invidiato moltissimo le grandi ruote e l’assetto rialzato mentre impazzivamo su improbabili strade di montagna). Tuttavia ero scoraggiata dall’aver letto su più fonti che passano in modo abbastanza irregolare, e giustamente seguono tragitti ben precisi: la libertà di un mezzo proprio ci ha spinto ad affittare un’auto.

10 (+1). La domanda quindi è: ne è valsa la pena?

Sì, assolutamente. Affittare un’auto in Colombia ci ha dato la possibilità di raggiungere località che sarebbe stato complicato ai limiti dell’impossibile raggiungere in altro modo. Non sono una fanatica del girare il mondo in macchina anziché usare gli autobus: trovo appaganti e valide in modo diverso entrambe le esperienze. Questo articolo voleva riportare le varie difficoltà che si possono incontrare scegliendo questo tipo di mezzo di trasporto, ma soprattutto considerare che è un’opzione fattibile. Anche se, in modo onesto, si tira un sospiro di sollievo alla riconsegna: non ci hanno fermato i guerriglieri e soprattutto non abbiamo messo sotto nessuno.

2 responses to “Colombia on the road: 10 consigli utili per un viaggio in auto”

  1. Preferisco quelli soliti !!!!!!😘

    1. Ahahah continuerò a scrivere anche gli articoli “soliti”…però ho pensato che qualche info potesse essere utile 🙂

Tu che ne pensi?:)

Scopri di più da 2minetorno (e mo chi glielo dice a mamma?)

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